Arredi urbani

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Manifesto de la destra in occasione del gay pride: famiglia tradizionale: uomo, donna, figli contro ogni aberrazionePer le strade di Napoli in questi giorni, a ridosso del Gay Pride, è comparso il grazioso manifesto che vedete qui a fianco.
Ora, io credo che spesso i dettagli marginali siano altrettanto o più rivelatori che la sostanza del messaggio. Questo manifesto è aberrante, certo, per ciò che dice. Ma avete notato come ce lo dice? Effetto photoshopparo da quattro soldi (forse la malcapitata “famiglia tradizionale” nella foto non voleva farsi riconoscere, e te credo). Ma soprattutto, trionfa il carattere Comic Sans MT. In rosso bordato bianco su fondo blu con effetto ombra. Probabile Wordart.

Come dire. Modernità, dimestichezza con la tecnologia ed efficacia nella comunicazione.

Mentre mi confermo ogni giorno di più che chi usa il Comic Sans non è necessariamente un cretino (sono un tipo laico e tollerante), ma va guardato perlomeno con sospetto, scopro che  c’è chi la pensa diversamente. Ma spero sia solo un paradosso.

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S/M Food

Non avevo con me la macchina fotografica, credetemi sulla parola. Passando ieri davanti ad un negozio di alimentari ho visto, appiccicato su una vetrina che ospitava vari tipi di pane, un cartello scritto a pennarello, che annunciava:

Fruste calde tutti i giorni

(Dalle mie parti, frusta è sinonimo di baguette. Talora un po’ di esterofilia salva da spiacevoli equivoci)

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Stelle, vergini e salami

Logo Virgin Radio - Stella a cinque punte con scritta obliquaLogo Salumi Negroni - Stella a cinque punte con scritta obliqua

Per le vie della città, si vedono in questi giorni numerosi manifesti che pubblicizzano la Virgin Radio. A me, forse per qualche perversione da sovraesposizione televisiva infantile, ogni volta che li vedo, viene in mente una canzoncina che inizia con: le stelle sono tante, milioni di milioni……

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Edonismo mistico

Manifesto pubblicitario di un locale (?) - Ragazzona discinta e slogan ‘dai energia al tuo piacere’Conservo sempre una sorta di infantile meraviglia quando m’imbatto in capolavori della moderna comunicazione pubblicitaria come quello che potete vedere qui a fianco (cliccare per ingrandire).

Nel caso in ispecie, oltre alla conturbante presenza dell’elegante signorina dall’occhio color smeraldo, c’è una misteriosa aura esoterica nello slogan (si alluderà ad iniziazioni di magia sessuale? A cure ricostituenti ? A sex toys innominabili a propulsione nucleare?). Ma soprattutto, la domanda è: cosa diamine pubblicizza? Forse sarà il nostro scarso livello d’iniziazione o le nostre limitate capacità che c’impediscono di capirlo.

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Non direi altro

Poster pubblicitario di una rivista dedicata al matrimonio. Didascalia: coppie di fatto? Di.co no! Scegli *Spose di classe*

Sto correndo in edicola.

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Orologi a gas

Manifesto di un gruppo di estrema destra: miliziani islamici che fanno il saluto romanoOgni tanto, sebbene raramente, anche Bush ne imbrocca qualcuna.
Dopo la notizia dei falliti attentati di Londra, aveva definito “Fascisti islamici” i terroristi. Benchè il concetto l’avesse già espresso molto bene Paul Berman nel suo bellissimo libro, faceva piacere sentire un sussulto di verità e intelligenza da una fonte di solito scarsamente dotata di queste qualità.
Per le strade di Napoli, occhieggia in questi giorni il manifesto che vedete nella foto. Sebbene in una prospettiva decisamente più provinciale, i conti tornano. Questi sono dei fascisti nostrani, del tipo classico, a cui non sembra vero, nel momento in cui Israele fa una tragica cazzata dietro l’altra, poter mostrare una foto in cui miliziani arabi fanno un saluto più o meno romano, inneggiare ad Hamas ed Hezbollah e contro la “Criminale aggressione Americano-Sionista”. I conti tornano, ed i fascisti pure, inestirpabili (su questi argomenti quasi uguali peraltro a certi imbecilli antagonisti di sinistra, salvo qualche lieve dettaglio scenografico).
Me li immagino, questi arditi di Fuorigrotta, questi ariani dell’Arenella, doversi mordere la lingua per non sostituire la parola “giudaico” a “sionista”. Sarebbe stato troppo, anche per la loro arditezza. Non bisogna esagerare, poi magari passano un guaio. Bisogna dire che questi coglioni, con tutta la loro priapica retorica di eroismi e morte, sono anche parecchio codardi. Come del resto uno dei loro vati, David Irving. Che, dopo una vita spesa a negare l’olocausto, nel momento in cui lo processano per questo (farsa nella tragedia), si affanna a chiedere scusa ai sopravvissuti per evitare la galera. Gli hanno dato tre anni. In aula, i suoi supporters inneggiavano ad Ahmadinejad. Tutto continua, purtroppo, a funzionare con la precisa banalità di un orologio svizzero.

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