Cose raccontate

Son soddisfazioni…

Il vostro umilissimo titolare ieri ha ricevuto una telefonata in cui gli si comunicava che con un suo racconto, è uno dei finalisti del Premio Arturo Loria. La finale si svolgerà a Carpi il 7 ed 8 ottobre. Incrociate le dita. Grazie.

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Alfabeti

CapitelloQuand’ero piccolo, avevo paura delle lettere greche.
Le vidi per la prima volta in televisione, nella pubblicità dei biscotti al Plasmon. Alla fine di ogni carosello c’era un signore nudo, di spalle, che dava una martellata al rallentatore a non si sa bene cosa, sotto un frontone tra due colonne. Sul frontone, c’era scritto ???????. Una melodia -una nota ripetuta da un cantante, da un coro, non saprei, quella musica era misteriosa quanto il resto – intonava, appunto, plàs-mon. E una sottile angoscia s’impadroniva di me. Quelle lettere aliene mi turbavano. E cominciarono a turbarmi, da allora, ogni volta che mi capitava di vederle qua e là, sul muso di qualche nave al porto, su qualche giornale, su un camion in autostrada. Read more »

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La città difficile a Capua

La città difficileCon una inaspettata (almeno per me) frequenza, continuano le presentazioni del libro nel quale è presente un racconto del vs. umile titolare (maggiori info qui e qui).

La prossima sarà domenica 4 giugno, a Capua alle ore 18 presso la Libreria Guida, nell’ambito di una manifestazione dedicata ai libri. La sera, ci sarà anche la rappresentazione in anteprima di ”Itagliani!”, da un racconto di Antonella Cilento interpretato da Margherita Di Rauso.

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Istruzioni per il trasloco

Valigia da picnicQuando si va a vivere da un’altra parte, bisogna organizzarsi per tempo, non lasciarsi prendere dai capogiri, essere scrupolosi ed ordinati. Fare un inventario delle cose da trasportare, fare un sopralluogo nel posto dove si è vissuto per anni come se ci si venisse per la prima volta, guardare gli oggetti che ti hanno accompagnato tutti i giorni con lo sguardo obliquo del decimatore, questo si questo no, oppure dello smistatore di profughi, questo di qua questo di là. Non lasciarsi commuovere dalle lacrime dei posacenere di onice, dai gemiti corali delle bomboniere tremolanti sul tavolinetto, dagli ammiccamenti maliziosi di un sottobicchiere con la tour Eiffel disegnata sopra. Disdire i contratti, salutare i vicini di casa, lasciare una mancia al portiere. E sincerarsi di avere collocato ogni verbo col complemento giusto, che non si scopra poi di aver lasciato mance ai vicini, salutato i contratti, disdetto il portiere. Accertarsi inoltre che il trasportatore abbia scritto bene l’indirizzo di prelievo e quello di destinazione, e nella sequenza giusta. Assicurarsi che le cose grandi passino dalle porte o dalle finestre, che magari nel frattempo le cose sono diventate ancora più grandi o le uscite si sono rimpicciolite, che ne puoi sapere. E verificare che le cose piccole siano ancora visibili ad occhio nudo. Acquistare a questo scopo una lente tonda con manico, modello Holmes, senza farsi rifilare dal negoziante né pipe né mantelline, sordi ad ogni lusinga commerciale, diritti per la propria strada. Procurarsi invece in abbondanza contenitori, scatole ed imballaggi acconci per tutte le esigenze ed eventualità.
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Oggettività

Disegno di Saul SteinbergMi alzo dal water e tiro lo scarico. Lo sguardo cade sul portarotolo. La carta è finita, ed è rimasto soltanto il nudo torsolo di cartone grigio. C’è qualcosa stampato sopra, in grossi caratteri blu: “Non dimenticare la convenienza: ricomprami”.

Ora, che un rotolo esaurito di carta igienica mi si rivolga personalmente con un accorato appello, dandomi perfino del tu, è un’esperienza che non avevo mai vissuto. Read more »

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