30 luglio 2010 by Marco
Questa non posso proprio esimermi dal segnalarla: leggo su Repubblica (dico: Repubblica) online l’articolo sulla reazione di Gianfranco Fini alla sua cacciata dal Pdl e m’imbatto in questa rara perla:
Legalità, giustizia sociale, amore di Patria. Eccole le linee giuda dei finiani.
Mi affretto ad aggiungere lo screenshot, hai visto mai se ne accorgano, a futura memoria.
Vedi anche:
Tags: berlusconi, cattolicesimo, destra, gianfranco fini, giornalismo, la repubblica, lapsus, psicologia, sigmund freud
Categories: Cose che succedono, Cose lette •
No Comments »
25 giugno 2010 by Marco
Prologo.
Anni fa, certamente prima dell’11 settembre 2001, quando i talebani imperversavano in Afghanistan, e si moltiplicavano gli appelli umanitari, di solidarietà soprattutto alle donne umiliate, torturate, uccise, proprio in quel periodo collaboravo con un istituto “culturale”, qui a Napoli. Ogni lunedi ci si riuniva per definire i programmi, gli eventi da organizzare eccetera. Uno di questi lunedi, una ragazza, laureata in sociologia, mi racconta il contenuto della conferenza che avrebbe dovuto tenere lì, dopo un paio di giorni. In sintesi, affermava che, al di là delle superficiali apparenze, la condizione delle donne afghane era pressoché identica a quella delle donne occidentali. Entrambe vittime, sebbene in forma differente, del potere maschile, dell’oppressione sociale.
Naturalmente trasecolai, e le chiesi se non si fosse spinta un po’ troppo in là con il paradosso, con la provocazione. Mi rispose sorridendo, con l’aria compiaciuta di chi l’ha fatta grossa ma è sicura di passarla liscia, che no, non c’era nessun paradosso, nessuna provocazione. Lei davvero pensava quello. Mi guardai intorno aspettandomi stupori analoghi al mio. Invece, in quel gruppo di benestanti signore di buona famiglia e di migliori principii progressisti, di giovani e meno giovani volontari pieni di ardore, cultura e idealità, si mormoravano cose tipo “vabbè, magari è un po’ esagerato, ma in fondo… la società dei consumi, ‘sti americani… pure qua stiamo inguaiati, che mondo, che schifo… va sempre peggio…”

Fine del prologo.
Qualche giorno fa ho partecipato, come esponente della comunità degli scriventi, ad una manifestazione organizzata da alcune case editrici contro il ddl Alfano sulle intercettazioni, dedicata alla Libertà d’espressione. Si trattava di Read more »
Vedi anche:
Tags: berlusconi, canzoni, comunismo, democrazia, diritti civili, dittature, ennio flaiano, eventi, fascismo, gaber, integralismo, libertà, milan kundera, obama, paul eluard, pier paolo pasolini, stanley kubrick, USA
Categories: Cose ascoltate, Cose che succedono, Cose raccontate da altri, Cose viste, Diario •
4 Comments »
5 aprile 2007 by Marco
Rileggendo quel che ho scritto nel post precedente, ho l’esigenza di chiarire meglio quel che volevo dire. Scusate l’insistenza.
Non m’interessa l’invettiva antiberlusconiana in genere, purchessia. Penso che sia un esercizio abusato, facile e inutile. Anzi, spesso più vantaggioso per Berlusconi che per i suoi detrattori.
Quel che mi lascia interdetto, più che lui, quel che ha fatto, quel che ha detto, è tutto l’insieme. E’ il fatto che si consideri normale, in Italia, sulla stampa, e nei commenti politici, che uno -uno importante, non un pirla qualsiasi- che si vanta di essere l’unico vero liberale tra i politici, che parla ossessivamente di libertà ed, all’opposto, di comunismo come sistema oppressivo, totalitario, antiliberale ed antidemocratico, uno così vada a ribadire tutto questo in un convegno di neofascisti se non neonazisti, di cui si dice amico ed alleato. Su un palco dal quale giganteggia una sinistra fiamma e la parola MUSSOLINI a caratteri cubitali.
Proviamo per un attimo a fare un banale esercizio di fantasia.
Immaginiamo che, ad esempio, in Francia esista una signora, che so, nipote del Maresciallo Pétain. Jaqueline Pétain, per dire. Che guida il Front National. Anzi, che ha personalizzato il FN, trasformandolo elettoralmente in ”lista Pétain”. Immaginiamo Chirac che ci si vuol alleare. Che va da lei a tuonare contro la dittatura comunista, su un palco con la scritta Pétain da sotto.
Oppure che Greta Goebbels ospiti l’amico Kohl o l’alleata Merkel sotto uno striscione bruno col suo nome. Che Aznar vada al congresso dei neofalangisti guidati da Dolores, Inés, e Nuria Franco, tre ex attrici discendenti del Caudillo che, dopo essere state scartate da Almodóvar per un suo film, si sono buttate in politica.
Riuscite ad immaginarlo? Difficile, lo so. Ma se ci riuscite, immaginerete anche una enorme baraonda. Il mondo politico, giornalistico, culturale, l’opinione pubblica europea in subbuglio. Non sarebbe una cosa normale. In Italia lo è. Per l’Italia lo è. A quanto pare si sono abituati a considerarci una bizzarra anomalia anche all’estero. Simpatici, superficiali, sbruffoni italiani. Tanto tutto s’aggiusta, volemose bene. Dopotutto Alessandra è nipote pure della Loren. E Silvio è un simpaticone naif, piace proprio per quello. Non vale la pena di prendere nulla sul serio da queste parti. Anche se non mancano qui le intemerate moraliste dei rigorosi custodi dell’etica di stampo calvinista, principalmente su bandane e stallieri, meno sulla politica (e su colonne di giornali ricolmi di gossip e cronaca nera e tette) queste sono, appunto, moralistiche, ipocrite, tutt’altro che serie. Da queste parti esiste solo la commedia. Il dramma o la tragedia, o semplicemente il racconto senza oleografia, senza “colore”, non ha cittadinanza.
Eppure Mussolini -Benito-, era Italiano. Sarà stato un personaggio ridicolo, ma lui e gli eventi che ha generato sono stati di una tragica serietà. Una dittatura ventennale, una guerra, l’alleanza e la complicità morale col peggio del ventesimo secolo. Una guerra civile, milioni di morti. Una repubblica nata, almeno sulla carta, in opposizione consapevole e memore a quella e quindi a tutte le dittature.
Tutte cose abbastanza serie che l’Italia è stata in grado di produrre. Eppure.
Lo so come questo post potrebbe andare a parare. Con l’inevitabile citazione di Flaiano. Ma ve la risparmio. Anche lui ha diritto ad essere lasciato in pace per qualche minuto nella tomba.
Vedi anche:
Tags: antisemitismo, berlusconi, classe politica, comunismo, destra, dittature, ennio flaiano, fascismo, giornalismo, guerra, liberalismo, memoria
Categories: Cose che succedono, Diario •
1 Comment »
31 marzo 2007 by Marco
Oggi, Silvio Berlusconi è intervenuto ad un convegno organizzato dal partito di Alessandra Mussolini.
Tra le altre cose, ha detto che c’è “il dovere di ricordare che cos’è e cosa è stato il comunismo, le atrocità che ha commesso…. Si è trattato dell’impresa più disumana e criminale della storia dell’uomo”.
Lo ha detto ospite di un partito nato allorchè la sua fondatrice si è allontanata da AN, per un irrimediabile dissenso identitario col suo presidente. Tale dissenso identitario consisteva nel fatto che Fini era stato in Israele, aveva indossato la kippah (“sembra proprio uno di loro“), e, parlando della Shoah, aveva definito il Fascismo “male assoluto”.
Che la Mussolini faccia la Mussolini è nell’ordine delle cose.
Che un uomo che millanta di essere campione di liberalismo e democrazia, tra il suo amico Putin e la sua amica (e probabile alleata) Alessandra, sia il leader del maggior partito italiano, abbia guidato una democrazia europea, e rischi di ritornare a governarla è davvero bizzarro, per usare un eufemismo.
Vedi anche:
Tags: antisemitismo, berlusconi, classe politica, comunismo, dittature, ebraismo, fascismo, gianfranco fini, israele, liberalismo, memoria
Categories: Cose che succedono, Diario •
3 Comments »
13 ottobre 2006 by Marco
Sentita or ora al TG3:
“La procura ha chiesto l’archiviazione di Marina e Piersilvio Berlusconi”
Vedi anche:
Tags: berlusconi, giornalismo, lapsus, notizie, tv
Categories: Cose che succedono, Diario •
1 Comment »
21 aprile 2006 by Marco

Temevamo che, finito il periodo elettorale, venisse a mancare la materia prima per un sano divertimento alle spalle della nostra classe dirigente, effettiva o aspirante.
Ma -a parte il fatto che il teatrino politico nazionale ha un cartellone ininterrotto di rappresentazioni spesso esilaranti, indipendentemente dalle elezioni-, da queste parti si voterà a breve anche per le amministrative. Quindi, senza soluzione di continuità, continuano ad apparire per ogni dove cartelli e manifesti. Questo mi sembra interessante, anzi, dirò di più: stimolante. Un’idea avanzata per la comunicazione politica degli anni a venire.
Mi vengono in mente, alla rinfusa:
“Berlusconi, il candidato coi ***oni!”
“Prodi, se lo eleggi, dopo godi”
“Calderoli, se lo voti ti consoli”
“Giovanardi, per votarlo non è tardi”
eccetera.
Se avete altre idee, postatele. Il futuro si presenta ricco di opportunità per le menti creative.
Vedi anche:
Tags: berlusconi, carlo giovanardi, elezioni, ludoscrittura, roberto calderoli, romano prodi
Categories: Facce al muro •
3 Comments »