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Il mandolino virtuoso

Ennio FlaianoRileggendo quel che ho scritto nel post precedente, ho l’esigenza di chiarire meglio quel che volevo dire. Scusate l’insistenza.
Non m’interessa l’invettiva antiberlusconiana in genere, purchessia. Penso che sia un esercizio abusato, facile e inutile. Anzi, spesso più vantaggioso per Berlusconi che per i suoi detrattori.
Quel che mi lascia interdetto, più che lui, quel che ha fatto, quel che ha detto, è tutto l’insieme. E’ il fatto che si consideri normale, in Italia, sulla stampa, e nei commenti politici, che uno -uno importante, non un pirla qualsiasi- che si vanta di essere l’unico vero liberale tra i politici, che parla ossessivamente di libertà ed, all’opposto, di comunismo come sistema oppressivo, totalitario, antiliberale ed antidemocratico, uno così vada a ribadire tutto questo in un convegno di neofascisti se non neonazisti, di cui si dice amico ed alleato. Su un palco dal quale giganteggia una sinistra fiamma e la parola MUSSOLINI a caratteri cubitali.
Proviamo per un attimo a fare un banale esercizio di fantasia.
Immaginiamo che, ad esempio, in Francia esista una signora, che so, nipote del Maresciallo Pétain. Jaqueline Pétain, per dire. Che guida il Front National. Anzi, che ha personalizzato il FN, trasformandolo elettoralmente in ”lista Pétain”. Immaginiamo Chirac che ci si vuol alleare. Che va da lei a tuonare contro la dittatura comunista, su un palco con la scritta Pétain da sotto.
Oppure che Greta Goebbels ospiti l’amico Kohl o l’alleata Merkel sotto uno striscione bruno col suo nome. Che Aznar vada al congresso dei neofalangisti guidati da Dolores, Inés, e Nuria Franco, tre ex attrici discendenti del Caudillo che, dopo essere state scartate da Almodóvar per un suo film, si sono buttate in politica.
Riuscite ad immaginarlo? Difficile, lo so. Ma se ci riuscite, immaginerete anche una enorme baraonda. Il mondo politico, giornalistico, culturale, l’opinione pubblica europea in subbuglio. Non sarebbe una cosa normale. In Italia lo è. Per l’Italia lo è. A quanto pare si sono abituati a considerarci una bizzarra anomalia anche all’estero. Simpatici, superficiali, sbruffoni italiani. Tanto tutto s’aggiusta, volemose bene. Dopotutto Alessandra è nipote pure della Loren. E Silvio è un simpaticone naif, piace proprio per quello. Non vale la pena di prendere nulla sul serio da queste parti. Anche se non mancano qui le intemerate moraliste dei rigorosi custodi dell’etica di stampo calvinista, principalmente su bandane e stallieri, meno sulla politica (e su colonne di giornali ricolmi di gossip e cronaca nera e tette) queste sono, appunto, moralistiche, ipocrite, tutt’altro che serie. Da queste parti esiste solo la commedia. Il dramma o la tragedia, o semplicemente il racconto senza oleografia, senza “colore”, non ha cittadinanza.
Eppure Mussolini  -Benito-, era Italiano. Sarà stato un personaggio ridicolo, ma lui e gli eventi che ha generato sono stati di una tragica serietà. Una dittatura ventennale, una guerra, l’alleanza e la complicità morale col peggio del ventesimo secolo. Una guerra civile, milioni di morti. Una repubblica nata, almeno sulla carta, in opposizione consapevole e memore a quella e quindi a tutte le dittature.
Tutte cose abbastanza serie che l’Italia è stata in grado di produrre. Eppure.
Lo so come questo post potrebbe andare a parare. Con l’inevitabile citazione di Flaiano. Ma ve la risparmio. Anche lui ha diritto ad essere lasciato in pace per qualche minuto nella tomba.

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Peccati Originali

La notizia è che a Peter Gabriel un consesso di Premi Nobel ha assegnato il titolo di “uomo di pace dell’anno” per il suo impegno umanitario. Cerimonia in Campidoglio a Roma, con presenza dei suddetti nobel e del Sindaco Veltroni.

Orbene, nel presentare la notizia al tg3 delle 19, tanto nei titoli quanto nel servizio, si è cominciato pressapoco così “Peter Gabriel, ex componente dello storico gruppo dei Genesis…”. Come direbbe qualcuno più bravo di me, questa frase rivela molto più su chi la pronuncia che sull’oggetto della frase stessa.

Immaginate una frase, allo stesso tg, di questo tipo: “Walter Veltroni, storico dirigente della FGCI degli anni ’70….

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Wishful thinking

Sentita or ora al TG3:

“La procura ha chiesto l’archiviazione di Marina e Piersilvio Berlusconi”

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Extra! Extra!

Strillone Che straordinaria emozione, ascoltare o leggere un certo tipo di notizie. Il vento della storia, col suo carico d’imponderabile e d’imprevedibile sembra soffiarti sugli occhi increduli. Per questo guardiamo i telegiornali o sfogliamo avidi i quotidiani: per trovarci un vaticinio del nostro futuro, per accogliere qualcosa che non conosciamo, che non immaginavamo neppure e che è destinato a modificare sostanzialmente il corso delle nostre miserabili esistenze.
Queste notizie capitali di solito cominciano con una frase del tipo una recente ricerca rivelasecondo uno studio di un’università americana, e, con una periodicità variabile, ma non superiore ai sei mesi cadauna, ci comunica verità sconosciute, del tutto inedite e assolutamente insospettate quali:

  • La dieta mediterranea fa bene alla salute;
  • Chi fa sesso vive più a lungo;
  • Il ridere è un toccasana per il benessere psicofisico;
  • La cioccolata è un potente antidepressivo;
  • Il fumo fa male
  • Il vino rosso (in quantità moderata) previene le malattie cardiovascolari.

Queste alcune delle notizie-base. Dalle quali, applicando logica aristotelica ed un moderato uso della combinatoria, se ne possono evincere (c’è sicuramente qualche cronista che le ha evinte) altre:

  • Il vino rosso rende allegri;
  • L’allegria fa ridere;
  • La dieta mediterranea rende felici;
  • Il Toblerone rende euforici;
  • Chi sta poco bene ride poco;
  • Chi non fa sesso è triste;
  • Se sei triste, sei prossimo alla depressione;
  • La depressione fa vivere meno a lungo;
  • Chi mangia hamburger, fuma sigarette e scopa raramente morirà -tristissimo- molto prima di chi mangia spaghetti alle vongole con la cioccolata e il vino rosso durante baccanali orgiastici (quest’ultima categoria corre solo il rischio di strozzarsi per il troppo ridere).

Ultim’ora: ci giunge in questo momento un dispaccio dalla redazione del TG2, che riporta la seguente notizia:

Un gruppo di studiosi dell’Università di Tubinga ha diffuso i risultati di una ricerca secondo la quale i bevitori abituali di birra avrebbero una vita media sensibilmente più lunga rispetto al resto della popolazione. Tutti defungerebbero non prima di aver compiuto un secolo di vita. Lo stesso team ha condotto un’altra indagine nella quale un campione sperimentale di soggetti, nutriti quotidianamente con una mela, al trentesimo giorno di trattamento hanno aggredito i ricercatori -tutti medici-, costringendoli ad una precipitosa fuga fuori dalla loro vista. Ciò confermerebbe un’altra loro ardita ipotesi. I risultati di entrambe le ricerche saranno pubblicati sulle maggiori riviste scientifiche. Ma non in tempi brevi: gli studiosi (conosciuti nell’ambiente scientifico come “i Pescatori Insonni”), sarebbero infatti arrivati alla conclusione che procedere con lentezza migliori la sicurezza e la salute e garantisca un percorso più lungo.

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Giornalismo Allitterato

Se io fossi il titolista di un quotidiano (occupazione di grande responsabilità), in questi giorni non mi lascerei sfuggire la ghiottissima occasione, di fronte a una probabile notizia conseguente da queste, di divertirmi a titolarla così:

Bruxelles:
Riunione dell’Unione sull’uranio Iraniano

Ma temo che nessuno oserebbe farlo sul serio. I giornali italiani sono tutt’altro che intrepidi, come sappiamo. Pazienza.

PS: fossi uno dei capi dell’UE, la suddetta riunione cercherei di organizzarla a Rouen o a Nuoro.

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Le città invisibili

Disegno di Saul SteinbergViviamo in un paese nel quale la lingua italiana viene quotidianamente stuprata dalla cosiddetta prosa giornalistica. Questi stupri continuati hanno prodotto una numerosissima prole bastarda di espressioni-slogan da cerebrolesi che affliggono le nostre comunicazioni.
Prendiamo uno dei casi più tristemente famosi. Il suffisso “-poli“, da qualche migliaio di anni, prima in greco e poi in italiano, vuol dire città. Qui da noi, a partire dal 1992, ha cominciato lentamente ma inesorabilmente ad indicare tutt’altro. Tutto ebbe inizio quando qualcuno s’inventò l’espressione Tangentopoli (in quell’unico caso, semanticamente corretta, benchè non particolarmente elegante: Milano, città delle tangenti). Oggi per i più quel suffisso significa corruzione, scandalo affiorato a seguito d’indagine. Appicicaci qualsiasi cosa davanti, ed ecco che quel qualcosa si tinge di losco e di lubrico, pronto per essere servito sulle pagine inchiostrate o sui TG. Nascono così gli orrendi Affittopoli, Sanitopoli, Calciopoli, Vallettopoli e via dicendo. Anni fa queste parole avrebbero evocato rispettivamente, che so, luoghi dove le abitazioni sono esclusivamente date in locazione, cittadelle ospedaliere, Coverciano o Villar Perosa, un paradiso abitato da pinups. Invece. E per di più, mi suggerisce Lucia, un’ancor più ardita acrobazia linguistica è stata fatta anche con l’inglese (dal Watergate siamo arrivati al Laziogate, il cancello del Lazio, che sarà probabilmente Gaeta o Terracina).
Insomma, se è stato lecito perpetrare quest’arbitrio, mi pare altrettanto se non più legittimo fare l’operazione inversa e provare ad interpretare al modo d’oggi parole d’uso comune, cognomi, luoghi che hanno in comune quelle quattro letterine alla fine. Ecco dunque alcuni ipotetici titoli/notizie: improbabili ma verosimili.

Insospettabili imprenditori del settore avicolo importavano anatre illegalmente: esplode il caso Paperopoli
Come sopra, in un comparto affine: Gallipoli
Metropoli
. Perquisito a Ginevra l’istituto dei pesi e misure. Qualcuno barava sui millimetri. Sequestrato dal magistrato il campione di riferimento.
Piepoli: Vecchiette rubavano gli oboli in chiesa: fermate ed interrogate dagli inquirenti.
Trinitapoli: Blitz dei Carabinieri in Vaticano: in manette il Padre il Figlio e lo Spirito Santo. L’accusa è di associazione a delinquere. Li inchioda la confessione di un pentito tedesco.
Minopoli: Indagata a Lugano per evasione fiscale la più famosa cantante italiana.
Popoli. Sotto inchiesta per emissioni inquinanti riversate nel fiume importanti imprenditori della Val Padana.
Trampoli. Sei ore sotto il torchio del magistrato i funzionari dell’azienda municipale dei trasporti, accusati di corruzione per gli appalti delle rotaie.
Strippoli. Gli insospettabili politici che frequentavano locali di spogliarello negano ogni addebito.
Grappoli. Retata dei NAS nelle distillerie del Triveneto. Trovate botti di acquavite adulterata. Nonino e Nardini si difendono: non ne sapevamo nulla.
Monopoli. In questo singolare (è il caso di dirlo) caso di corruzione, c’è un unico indagato che corrompeva se stesso. Riserbo dei magistrati sulle modalità del crimine.
E, per terminare adeguatamente, una domandina facile facile: Come venivano comunemente chiamati in Italia fino a qualche tempo fa ed anche ora, sebbene più raramente, i due schieramenti politici contrapposti? Vi aiuto: i due…. ?
A conferma che ormai, signora mia, è tutto un magna magna.

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