Tag: napoli

Un candidato piccante

Il candidato Antonio Esposito, la cui faccia emerge da una fitta siepe di peperoncini rossiE’ una buona idea immettere degli elementi che diano sapore ad una campagna elettorale talvolta insipida, o che sa di minestra riscaldata.

Il candidato qui raffigurato, ispirandosi senz’altro a modelli rinascimentali, con un tocco di Arcimboldo, emerge da un fitto boschetto di peperoncini piccanti, suggerendo così la sua ricetta per vivacizzare la politica locale. Il suo pensoso volto s’integra perfettamente alla caustica cornice: pare infatti rappresentare sensibilmente l’essenza stessa del puparuolo.

Vedi anche:

Facce al muro 2011: esalogo dell’evangelista

Nonostante tutto, la politica ci può regalare qualche momento di buonumore, se si ha lo stomaco abbastanza forte. E i manifesti elettorali sono, generalmente, una miniera di umorismo involontario.

Volantino del candidato Amodio. Il testo recita: Sono un evangelista prestato per un tempo alla politica e il mio ideale è Gesù. Ho un grande amore per la mia Terra e per il Napoli, i miei valori sono: onestà, legalità, giustizia, riconoscenza educazione e amore e rispetto per il prossimo. Se sono anche i tuoi valori (al di là delle tue idee politiche), votami. Se non lo sono, votami lo stesso! ll mío obiettivo è dare il mio contributo per migliorare le cose in questa nostra bellissima città che per secoli è stata governata da malfattori senza scrupoli. Se invece non mi volete votare, votate per chi avete sempre votato e vi troverete:  l. Voi, con i pullman sempre più afollati e loro... con automobili sempre più lussuose e spaziose.  2. Loro sempre più eleganti... e voi... sempre in fila al mercatino!  3. Loro... nella tribuna numerata e voi sempre in curva B. 4. Loro in villeggiatura ai Caraibi e voi sempre al lido "mappatella". 5. Loro a fare "Bunga Bunga" con le squillo di lusso e voi... sempre con l'abbonamento a "superpippa” 6. A voi... il grande fratello e loro con tua sorella! Una cosa però vi consolerà la monnezza sarà per tutti.Riparte quindi dopo qualche anno la gloriosa rubrica di questo umile blog, che ha avuto in passato momenti di rionale successo (con qualche fraudolenta punta nazionale). Spero di mantenere una frequenza regolare, quotidiana: il materiale non manca. Ed ecco il primo, succulento reperto (cliccare per ingrandire).

Avvistato su un consunto muro di Via Chiatamone, il ciclostilato conferma quanto il partito di Di Pietro sia aperto a tutti, ma davvero a tutti, come dimostrano numerosi precedenti, e, in particolare, abbia una decisa inclinazione al candidato mistico. D’altronde, per sconfiggere l’Unto del Signore, è necessario mobilitare ogni forza utile, anche l’esorcista, se necessario. Il minaccioso elenco di conseguenze del mancato voto al candidato, venato di tagliente sarcasmo, dovrebbe far riflettere ognuno di noi.

Vedi anche:

Souvlaki in tour

Souvlaki

Doveroso momento autopromozionale: del libro-spiedino di cui si parla qui stanno per aver luogo due presentazioni due in Italia centromeridionale:

La prima ci sarà Venerdi 17 settembre 2010 a Roma, alle ore 19 presso la Libreria Altroquando (Via del Governo Vecchio 80).

La seconda sarà a Napoli, Sabato 18 settembre alla Libreria Treves, in Piazza Plebiscito  12, con la presenza / presentazione di Antonella Del Giudice.

Accorrete numerosi.

Vedi anche:

Fair game

Ieri, 15 agosto, su un quotidiano napoletano, è uscito un raccontino estivo del vostro titolare. Data la data e la estrema improbabilità che lo abbiate letto numerosi (qui il link al pdf online), lo ripubblico qui. Buone vacanze.


angelo del silenzio“Noi veneriamo il silenzio”.

Il cartello, stampato in grossi caratteri azzurrini ed incorniciato in legno scuro, torreggiava sulla parete della sala esattamente in corrispondenza dell’austero chignon della bibliotecaria, l’irreprensibile miss Eunice Bartlett. Ora va precisato, per amor di verità, che non ci troviamo in una nebbiosa città britannica, magari in un solenne edificio vittoriano, odoroso di polveri secolari accumulatesi tra le pagine di pregiati volumi. No. La scena testé descritta ha luogo nella biblioteca comunale di Carditello, ridente paesino dell’entroterra campano, e, ci duole dirlo, il nome della bibliotecaria, che avevamo contraffatto per creare un’illusione romanzesca, è in realtà quello di Maria Addolorata Cannatiello, coniugata Piscopo. Era il quindici di luglio, e dalle finestre della non ampia sala, spalancate per il caldo e per la mancanza di climatizzazione, giungevano garrule le voci di giovani carditellesi intenti al giuoco del football (questo si, indubitabilmente britannico), ora incitantisi l’un l’altro nella tensione agonistica, ora veementemente recriminanti per occasioni perse o ingiustizie subite.
Si capirà dunque come il cartello descritto all’inizio, visto nel suo contesto, suoni come la rassegnata venerazione di un nume assente, di un dio che rifiuta di mostrarsi, piuttosto che un invito a non far baccano.
Cappiello Anna si avvicinò al banco e chiese a Mary – diminutivo anglosassone della signora Piscopo – se teneva il libro di quello scrittore russo che aveva scritto guerreppàce, ma no però guerreppàce, quell’altro con quella che poi alla fine si votta sotto al treno.
-  Ah, Anna Karenina?
-  Eh, si, quello. Chella cessa della Cacace ce l’ha assegnato per le vacanze. Speriamo che non è troppo grosso.
La pseudo-Eunice guardò Anna – curiosamente omonima della sfortunata eroina tolstoiana –  con un’espressione di biasimo nel sopracciglio e si avviò verso gl’impolverati scaffali di fronte al finestrone.
Nel preciso istante in cui, individuato il volume, lo estraeva con piglio professionale, fu raggiunta in piena nuca da un Super Santos introdottosi fulmineo dalla finestra a seguito di un mal calibrato cross di Caramiello Eduardo, che per inciso era stato rimandato in tre materie, ed in quel momento avrebbe dovuto essere dal professore Caso a fare ripetizione.
Chella granda bucchìn’ ‘e mammeta!…
La frase volteggiò leggiadra dallo spiazzo sottostante fino alle delicate orecchie di Maria Addolorata – nomen omen, almeno in questa circostanza –, che era rovinata sul linoleum verdolino. Fu seguita però da un più ragionato e supplichevole Signurì, scusate, ce lo ributtate il pallone?
Anna si era intanto precipitata a soccorrere la sventurata bibliotecaria e, presa da un moto di insorgenza civile, urlò verso la finestra: Vuò veré che mò t’o schiatto?! E manco chiede scusa! Ma siete proprio degli zulù!
Questa frase ebbe un effetto insperato.
Il Venerato Silenzio fece finalmente la sua comparsa. In lontananza, dalle verdi campagne dell’agro atellano, arrivavano smorzate le voci di cicale e cardellini, accompagnatori angelici del dio che aveva conquistato, temporaneamente ma con abbacinante gloria, quei settanta metri quadri di legno, muratura e alluminio anodizzato.
Mary Piscopo si rialzò, e spolverandosi la gonna lanciò uno sguardo di approvazione alla giudiziosa ragazza. Le porse il libro (pp. 804), suscitando nella giovane un fremito d’orrore, e le disse a bassa voce: – E’ bello, ti piacerà.
Ma il Venerato sparì così come si era presentato. I giovani sportsmen vociavano di sotto, dopo essersi ripresi dallo stupor mundi che li aveva attanagliati. La signora Cannatiello in Piscopo si aggiustò di nuovo la gonna e, rinunciando ad un proposito pedagogico più drastico per mancanza di forbici a portata di mano, gettò il pallone dalla finestra. Una barbarica ovazione lo accolse.
Anna salutò Mary, uscì dalla sala, si rimise le cuffiette e riprese l’ascolto di Antonacci.
La bibliotecaria si sedette dietro al banco e riprese a leggere l’articolo di Donna Moderna intitolato “Evasione fiscale e matrimoni omosessuali: le emozioni della settimana”.
Fuori, l’estate risplendeva sui verdi campi di asparagi e sulle placide bufale al pascolo.

Vedi anche:

Acquari e dolori

Più male che altro - Massimiliano VirgilioL’acquario dei cattivi -Antonella del GiudicePer un caso abbastanza carino, capita che in questa settimana vengano presentati qui a Napoli, in occasione della loro uscita, due libri scritPiù male che altro - Massimiliano Virgilioti da due amici ed ex colleghi del laboratorio di scrittura. Sarà perché li conosco, ma li trovo entrambi molto bravi e certamente meritevoli di acquisto e lettura (benché, nel caso specifico, i due libri in questione non li abbia ancora letti). Se la cosa v’incuriosisce, siete a Napoli e vi fidate, andateci senz’altro.

Domani, martedi 26 febbraio, presso la Feltrinelli di piazza dei Martiri, alle 18, Antonella Cilento e Antonio Pascale presentano Più male che altro di Massimiliano Virgilio (Rizzoli). Qui la scheda sul sito 24sette e qui un estratto dal libro.

Giovedi 28 febbraio, presso la Libreria Treves, in Piazza Plebiscito 12, Andrea Di Consoli e Marco Lombardi presentano L’acquario dei cattivi di Antonella Del Giudice (Alet). Qui la scheda del libro sul sito Alet. Qui alcune recensioni e qui un estratto.

Vedi anche:

Incenerire le balle

Ho ascoltato quest’espressione poco fa al tg, riferita ad un’operazione di prossimo auspicabile svolgimento. Ho avuto l’istintiva impressione che in realtà sia già stata abbondantemente portata a termine.

Vedi anche: