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Giù per il tubo

Giù per il tuboA Natale si andava a vedere i cartoni, da piccoli. Da grandi, nel mio caso, ci si va talvolta più spesso che da piccoli. E, nove volte su dieci, non si resta delusi. Qui si trattava della nuova produzione del team Dreamworks / Aardman (ovvero Spielberg più Wallace e Gromit), team inaugurato con Galline in fuga e proseguito con il film sul coniglio mannaro dei due irresistibili personaggi di plastilina. Che dire, se non che l’unico neo di questo genere di appuntamenti è la assoluta prevedibilità del fatto che sai bene cosa ti aspetterà e questo felice pronostico si conferma puntualmente. Un film delizioso, intelligente, pieno di trovate e di personaggi esilaranti, scorretto quanto basta (il nodo narrativo da cui si dipana tutto è il tuffo con sciacquonata nella tazza del water, che porta il topo protagonista in un elaboratissimo mondo fognario) e altrettanto corretto nella morale (meglio poveri, incasinati, ma tanti e solidali, e col calore delle relazioni, anche se si vive letteralmente in una chiavica, che ricchi e soli). Un tocco particolare è l’ambientazione molto britannica, sia in certi dettagli d’ambiente che in molte situazioni della sceneggiatura, fatto questo che rende il tutto un po’ più originale rispetto ai pur splendidi omologhi americani. Giù per il tuboFinale alla grande con Tom Jones (citato anche nella storia) sui titoli di coda. Bisognerà che prima o poi scriva qualcosa su quest’uomo, che dagli abissi del trash, è diventato negli ultimi anni l’icona del godimento pop senza pudori, citato e suonato in tutte le salse. I titoli finali, come sempre, vanno visti tutti. Per farlo, noi ed un altro paio di valorosi abbiamo resistito indomiti alle luci accese e alle maschere che ci volevano far sloggiare. Chissa se succede solo a Napoli, tutto ciò.
Ho fatto un salto sul divertente sito ufficiale, dove tra l’altro ci sono dei trailers in cui compaiono misteriosamente due personaggi di cui nel film non c’è traccia, e perdipiù nelle stesse scene viste al cinema. Uno scherzo?

Il conto:
Spesi: 7,00 euro
Valore effettivo: 7,00 euro
Bilancio: +0,00

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Munich

MunichE’ ormai una settimana che ho questo post in sospeso. Oggi arrivo alla conclusione che non avrò il tempo per scrivere qualcosa di particolarmente elaborato su questo film.

Quindi, mi limito a dire che mi è piaciuto molto. Dopo quella mezza schifezza della Guerra dei mondi, Spielberg ritorna alla sua altezza con un’opera sobria, rigorosa ed avvincente. Un po’ sulla falsariga di quei bei filmoni d’azione anni ’70 “d’autore”. Qui c’è in più la Storia con la S maiuscola. E c’è molto di che discutere e riflettere sulla violenza più o meno giustificata, il Medio Oriente, l’identità ebraica e tante altre cose.
Noterella personale: alla fine della proiezione, durante la quale siamo stati vessati dai quattro punti cardinali della poltrona dai Soliti Molesti parlatori e commentatori, durante l’ultima scena (due personaggi parlano con lo skyline di New York sullo sfondo, comprensivo di Twin Towers), la signora alla mia destra fa: “…hai visto? Ma allora le città israeliane somigliano a quelle americane!….”

Il conto:

Spesi: 7 euro
Valore effettivo: 9 euro
Bilancio: + 2,00

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