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Freddezza giornalistica

L’anno comincia bene, dal punto di vista dell’originalità nelle notizie.

Al TG2 di stasera (20.30) apprendiamo che l’Italia è nella morsa del gelo.

Ne siamo costernati. Attendiamo con ansia le evoluzioni della colonnina di mercurio e le fondamentali raccomandazioni degli esperti per evitare insidiose malattie da raffreddamento, quali il non esporsi al gelo ed il coprirsi bene.

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Maledetti

The Velvet Underground and Nico - Copertina con banana di Andy WarholC’era una volta una bellissima canzone.
Una canzone bellissima di un fantastico disco di un meraviglioso gruppo.
La conoscevamo in molti, non moltissimi, ma un bel po’ di amorevoli cultori della buona musica.
Sono riusciti a farmela odiare, ‘sti stronzi.
Ma sopratutto a farmi odiare l’Enel. Quasi quanto ho detestato Stranamore. Ottima cosa, per una campagna pubblicitaria.

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Accentuazioni

Giorni di Nobel, questi. Sono una quarantina d’anni che dico Nòbel, con l’accento sulla o. E da quasi altrettanti ho un automatico moto di sdegnato sopracciglio ogni volta che sento qualcuno dire Premio Nobèl. Mi ha sempre fatto l’effetto di certe antiche zie che volevano fare le sofisticate e pronunciavano i nomi di famosi attori hollywoodiani francesizzandoli (Anfrì Bogàrt, Robèr Misciùm, Caterìn Ebùrn e via dicendo). C’era una conoscente di Flaiano che parlava di Tolstoi chiamandolo Tolstuà.
Eppure la mia tracotanza linguistica ha oggi subito uno smacco. Dopo aver sentito l’ennesimo giornalista -del tg2, figurarsi…- che diceva  “è stato assegnato il Nobèl per la pace ad Al Gore”, mi sono deciso a fare un ricerchetta su Google, non avendo un dizionario a portata di mano. Ahimè, pare che abbia passato una vita ad iAchille Campanilenarcare inutilmente il sopracciglio. Pare che si dica proprio Premio Nobèl. Per consolarmi, e per fare penitenza (l’ho trascritto a mano, non avendo lo scanner) ho ripescato un pezzo del 1965 di Achille Campanile sull’argomento accenti e televisione. Trovo che sia, scusate l’iperbole, assolutamente meraviglioso. Ed assolutamente esilarante (ogni volta che lo rileggo, rido da solo). E’ lunghetto, e non ho avuto cuore di tagliarlo. Ma vedrete che vale la pena di leggerlo.

LE OPERE E I FIERI ACCENTI

Una delle prime gigantesche opere della TV è quella della bonifica integrale del linguaggio, di cui il benemerito sodalizio si accolla volontariamente l’immane pondo fin dal suo primo apparire.
Nel riquadro di tale meritorio compito, di cui darò piena contezza nelle mie pagine olezzanti di lucerna, come quelle di Demostene, rientra lo

SPOSTAMENTO DEGLI ACCENTI

operato su larga scala. Vecchi accenti che da anni e talora da secoli riposavano indisturbati sulle posizioni occupate, in un neghittoso sonno e in un’immobilità da cui si sarebbe detto che niuno mai sarebbesi azzardato a toglierli, vengono audacemente rimossi e spostati a viva forza su altre sillabe. Chi viene fatto avanzare, chi indietreggiare. Chi si ferma è perduto.

L’ESERCITO ATTACCANTE

Per tale opera la TV si serve precipuamente d’una truppa d’assalto, composta di guastatori scelti, detti leggitori, Read more »

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Dialettiche democratiche

Su Grillo e il V-Day (argomento abbondantemente inflazionato), aggiungo solo un paio di osservazioni poi taccio.

La prima:

Delle tante sciocchezze, per così dire, che sono uscite dalla bocca del comico genovese sulla pubblica piazza, una, riportata da giornali e tv come particolarmente divertente, merita una piccola riflessione.
Riferendosi a Mastella, che pare gli abbia risposto sul proprio blog, Grillo si stupiva ironicamente. Pensate, un ministro che risponde con sollecitudine ad un comico… Ma ve lo immaginate Gordon Brown in Inghilterra che dialoga con Mister Bean?.. (risate del pubblico)... Ma vaffa…!
In sintesi, e se non mi è sfuggito qualcosa, magari non ho capito l’ironia, il succo è questo:

- Tu, politico, sei uno stronzo e magna magna, un esponente della casta che è il cancro della democrazia, sei arroccato nella tua torre di privilegi, staccato dal sentire vero del paese che io ho portato su questa piazza, a centinaia di migliaia. Ed hai col tuo indulto messo in libertà moltitudini di criminali… Io, noi, combattiamo te ed i tuoi pari, come possiamo, con leggi di iniziativa popolare. Stiamo facendo una battaglia politica tutti noi qui.
- Ok, ti rispondo. Non sono daccordo, dici cose sbagliate, il tuo collega comico Benigni mi elogia per quello di cui tu mi accusi….
- Ehi! Ma che fai, rispondi ad un comico? (non si capisce se Benigni o Grillo, ndr. S’è offeso per la qualifica? O pensa che un ministro debba far altro che rispondere a Benigni o a lui?) Cose da pazzi! Queste cose succedono sono in Italia!…  Ma allora sei davvero stronzo!

In pratica, è fatale: sei comunque stronzo. Come il lupo che si mangia l’agnello. Anche se lui sta a monte del fiume, lui comunque l’agnello se lo magna. Dio mi perdoni per aver paragonato Mastella ad un Agnello. Di questo sei stato capace, Grillo! Di farmi prendere le parti di Mastella! Sei un essere perverso…. E, aggiungo magari tu fossi come Mister Bean. (E magarissimo Mastella fosse come Brown).

La seconda, che riguarda più che Grillo, una certa informazione:

Primo piano, rubrica del Tg3. Argomento: Grillo, l’antipolitica, i girotondi, i movimenti.
Ospite in studio: Pancho Pardi.
Ospite in collegamento: Marco Travaglio.
Una domanda tra le tante di tenore analogo:
Mannoni: Secondo voi, Grillo è un qualunquista?
Pardi: Tutt’altro, non mi sembra proprio…
Travaglio: E’ il contrario del qualunquismo….

Mi sono immaginato una trasmissione analoga, mettiamo, su Fidel Castro.
Ospite in studio: Chavez; ospite in collegamento Gianni Minà.
Domanda: secondo voi, Castro è un dittatore?

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Stelle, vergini e salami

Logo Virgin Radio - Stella a cinque punte con scritta obliquaLogo Salumi Negroni - Stella a cinque punte con scritta obliqua

Per le vie della città, si vedono in questi giorni numerosi manifesti che pubblicizzano la Virgin Radio. A me, forse per qualche perversione da sovraesposizione televisiva infantile, ogni volta che li vedo, viene in mente una canzoncina che inizia con: le stelle sono tante, milioni di milioni……

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Panic

izzehG ocirnE

Ho bisogno di fare una premessa.
Non mi piace incazzarmi, fare il moralista, fare il fustigatore di costumi, l’indignato. E questo è uno di quei rari casi in cui combatto con un’onda emotiva forte, personale. Sono tentato da tutte quelle cose che in genere tento di evitare. Ho voglia di incazzarmi davvero, e di prendermela personalmente con qualcuno. Cercherò di non farlo. Ma non ho intenzione di nascondere il mio stato d’animo.
In questi giorni, si festeggiano i 18 anni di Blob. Tutti a celebrare, dagli addetti ai lavori fino a Prodi e Berlusconi che inviano messaggi ammantati di compiacente circostanza. Fin qui tutto normale. Anch’io, in generale, sono stato e sono uno spettatore di questa rivoluzionaria trasmissione, che mi ha regalato di tempo in tempo momenti di divertimento, di inquietudine e di irritazione.
Ma succede questo: è stata realizzata un trasmissione speciale per l’anniversario, presentata in gran pompa ieri. Il titolo è Don’t panic. La frase riprende quella pronunciata dall’assistente del tesoriere della Pennsylvania, Budd Dwyer, quando quest’ultimo si suicidò sparandosi in bocca in diretta televisiva. Quel filmato fu passato su Blob in prima serata, integralmente, e fu uno dei momenti “topici”, per così dire della sua storia.

Qui devo fermarmi e aprire una parentesi del tutto personale. Read more »

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